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sabato 11 giugno 2011



Elezioni Amministrative 2011: Aria nuova anche in Provincia di Varese !

Luisa Oprandi alla chiusura della campagna elettorale,
al suo fianco il sindaco di Varese , riconfermato, Attilio Fontana.
I risultati elettorali  anche in provincia di Varese  presentano  una tendenza di cambiamento importante , del tutto simile ai valori espressi a livello nazionale, con gli opportuni e ovvi distinguo , legati al fatto che ci troviamo in una zona storicamente difficile, con netta prevalenza del centro-destra, che si è sedimentato e strutturato negli anni.
I metereologi ci spiegano che il clima sta subendo cambiamenti,l’effetto serra, la fusione dei ghiacciai. Scherzi a parte, il clima sta cambiando, politicamente, anche alle nostre latitudini , parlano  i risultati.
Vittoria al ballottaggio a Malnate e Gallarate, una grande performance a Varese - Città, la prevalenza netta in molti piccoli comuni, confermata la sinistra al potere a   Daverio, Oggiona S.Stefano, Cislago, Brenta, mentre hanno ottenuto nuovi successi ,espropriando Lega e Centro-Destra, le liste del Centro-Sinistra ad Albizzate,  Caronno Pertusella, Brebbia, Comerio, Vergiate.
Ma chi ha perso e chi ha vinto questo confronto elettorale? I dati, per essere omogenei dovrebbero essere confrontati con le precedenti amministrative, anche se lo scenario prevedeva un PDL allargato agli attuali FLI e UDC e con  API ancora  nel centrosinistra. Con questo confronto troviamo un solo  partito del centro destra, la Lega, in crescita rispetto ai dati di 5 anni fa. Ma tutto il centro destra nel suo complesso , soprattutto il PDL perde comunque a dismisura.
Più facile il confronto, e ritengo politicamente in questo momento più corretto, con i dati delle Regionali 2010. In questo caso, con le adeguate proporzioni,  perdono sia la Lega, del 16-18% nei piccoli e medi centri fino al 25% nei capoluoghi di provincia e al 33% a Milano(dato massimo), sia il PDL, che lascia sul terreno il 18-20% nei piccoli e medi comuni, il 20% nei capoluoghi di provincia, e l’ 8-10% a Milano.
Il Partito Democratico cresce dovunque, ma il dato, nei piccoli paesi ,è difficilmente puro per la presenza di  liste civiche complesse e particolarmente allargate a tutto il centro sinistra e anche ad aree moderate e cattoliche. Nei piccoli e medi centri il PD cresce del 6 %, nei capoluoghi di provincia del  7-9%, a Milano addirittura del 26%. E’ scontato che questi valori non sono solo attribuibili al PD, ma all’effetto di sinergismo con le altre componenti stabili delle alleanze, come SEL e IDV( occasionalmente in alcuni comuni Rifond. Comunista , oppure UDC).Il dato di crescita del PD qui al nord è decisamente confortante e si controbilancia con la perdita secca della Lega, ed in maggior misura del PDL.
Il dato di IDV è di uniforme lieve flessione.
Nei piccoli comuni vi è stata un’abile strategia delle alleanze nel centrosinistra e nelle liste civiche con tale indirizzo, corpose alleanze tra SEL, IDV, PD, e associazioni territoriali trasversali, sostenute spesso da candidati con forte identità politica. Ciò ha facilitato non pochi successi  e, riguardo la scelta dei candidati vincenti, sono stati premiati soprattutto le  forti identità , e non tanto i candidati di area moderata, come avveniva in passato. Spesso, infatti, per cercare voti al centro, si ponevano capolista moderati; questa volta hanno avuto maggiore successo i candidati di una sinistra decisa, raccogliendo i voti anche dei cattolici, per il loro spessore e la loro forte integrità ed identità. Un aiuto supplementare ci è stato fornito dalla Lega, che ha decretato come strategia per queste amministrative, di “andare da sola”, tranne che a Varese, a Milano e in alcuni grandi centri. Ovviamente, privata del PDL, ha lasciato molte amministrazioni a noi, e oltretutto, ai ballottaggi , ha persino appoggiato qualche volta il PD (vedi Gallarate, Rho, Nerviano, Desio).Questa strategia della Lega si è rivelata perdente, oltre agli influssi negativi dell’ambivalenza nelle scelte politiche del Carroccio a livello nazionale intraprese negli ultimi mesi.
Il terzo polo, scarsamente organizzato nei piccoli centri e presente solo nei capoluoghi di provincia e nei grossi comuni urbani, è stato quasi ovunque un” flop”, verosimilmente per il recente esperimento territoriale, e per il mancato radicamento, anche organizzativo: se l’è cavata il terzo polo a Varese, conquistando insieme un 6,7% ( di cui il 5,3% dell’UDC), ma crollando a Gallarate 2% e in altri centri.
La genesi della sconfitta drammatica del PDL e della Lega in queste amministrative è sicuramente multifattoriale e complessa. In questo bagno di sangue , ognuno dei perdenti rimpalla la responsabilità al collega , per le strategie elettorali, per l’arroganza mediatica, per i linciaggi morali gratuiti fuori da ogni regola ed etica del rispetto dell’avversario, per aver dedicato maggiore energia alla difesa del “singolo” rispetto ai problemi del paese. Tutte questo è vero , ma i maggiori analisti e commentatori  hanno intravisto, nei risultati , forse eccessivi e inaspettati per le amministrative, la spinta della popolazione ad attribuire al voto una forte valenza politica nazionale. Ancor di più statisticamente negli elettori del centrosinistra , per la maggior propensione a recarsi alle urne.
Il segnale è nazionale, e Berlusconi e il suo governo vengono bocciati al Nord , al Sud, e la Lega sconfitta nei suoi territori più importanti. Berlusconi è sconfitto in prima persona, nell’idea che gli italiani si sono fatti del suo modo di governare, del  suo modo di “pensare” al bene della popolazione, del modo insufficiente di gestire una gravissima crisi economica, con la disoccupazione che tocca il 9% e quella giovanile il 28%. Tristi corollari, su cui vale la pena stendere un velo pietoso, sui quali gli italiani non lo hanno perdonato e hanno mostrato buona memoria , sono stati le vicende e pruderie personali, il tentativo di condizionare con leggi “ad personam “la vita pubblica , la gestione da ultimo dei referendum, su temi e questioni fondamentali per la vita , la salute, il futuro dei cittadini e della nazione. Il Berlusconismo, con questo voto, potrebbe essere archiviato e l’avventura politica di questo centro destra , così come ora appare, volgersi verso un rapido tramonto. Troppe anime del PDL (berluscones,destra,le due aree cattoliche), troppe aree della Lega(Base, Moderati, Irriducibili), sono ora alla resa dei conti e non sono più disposte a seguire “perinde ac cadaver “il sommo capo. Forse solo il buon Bondi avrebbe dato anche la vita per Berlusconi, altri no di sicuro.
Questo voto , del resto, non farà cadere il governo  e neppure la Lega si trova nelle condizioni numeriche , dopo questa batosta, di abbandonare l’alleanza nell’immediato.
Per il centrosinistra il successo elettorale deve stimolare i nuovi amministratori a lavorare meglio degli altri nella gestione della cosa pubblica e agli elettori non resta, con i Referendum del 12-13 giugno, che demolire ulteriormente il fragile muro di questo governo, con una forte partecipazione a votare “ 4 SI”.
Orlando Rinaldi (Segretario Circolo PD  Gazzada Schianno-Morazzone)