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martedì 15 ottobre 2013

REGOLE, DOCUMENTI PROGRAMMATICI e MOZIONI dei CANDIDATI ALLA FASE PROVINCIALE.

Venerdì 11 Ottobre sono scaduti i termini per la presentazione delle candidature alla Segreteria Provinciale e, come forse già saprete, sono state ufficializzate le candidature di:

samuele astuti, foto .malnate.org
 SAMUELE ASTUTI









sara battistini, foto varesenews.it
SARA BATTISTINI













luca carignola , foto varesenews.it
LUCA CARIGNOLA












In sintesi, si apre la fase locale e provinciale del Congresso. Le riunioni, presentazioni delle mozioni politiche , presentazione delle liste e successive votazioni, avverranno in ciascun circolo il giorno di Domenica 27.10.2013, dalle 9,00 alle 19,00. Qualche giorno dopo  la Festa di Circolo del 20.10.2013, ci ritroveremo per organizzare quella giornata congressuale , che sarà un po’ pesante perchè dovremo consentire agli iscritti storici rinnovati,agli iscritti del 2012 che rinnovino la tessera e ai nuovi iscritti 2013 di poter votare fino alle 19,00.
Applicando una regola non scritta, quella della trasparenza , ritengo opportuno, in vista del congresso Provinciale, dare la possibilità a tutti gli iscritti al Circolo di Gazzada Schianno e Morazzone di conoscere  tutte le linee politiche e i programmi elettorali dei 3 candidati  Varesini .Essi necessitano di pari visibilità e opportunità. Perciò vi rimando al sito del PD Varesino  con un link ai documenti presentati .
In due parole,due righe di spiegazione:

1) SAMUELE ASTUTI ( qui in suo programmaè il Candidato di Corrente MATTEO RENZI per la Segreteria Provinciale. Attualmente ricopre il ruolo istituzionale di Sindaco di Malnate, è sostenuto da Alessandro Alfieri, Capogruppo PD in Regione Lombardia

2) per il gruppo CIVATI, la candidatura alla Segreteria Provinciale è quella di SARA BATTISTINI, che già aveva partecipato alle Primarie per il Parlamento. Clicca qui  per  leggere il DOCUMENTO  per il Congresso Provinciale;

3) “LUCA CARIGNOLA ( qui il suo programma è il candidato sostenuto da alcune aree del partito, da un gruppo di iscritti di  Area Democratica (documento DEMOCRATICI PRIMA), inoltre da un gruppo di Giovani del PD aggregati attorno alla figura di MariaChiara Gadda(deputato PD) (  documento  DEMOCRATICI PER DAVVERO),e condiviso dall’area di  Daniele Marantelli”.

Buona lettura, saluti.

Orlando Rinaldi


PS . Cliccando QUI potete trovare il calendario degli incontri di zona per la presentazione dei candidati alla Segreteria Provinciale

domenica 12 maggio 2013

Assemblea Provinciale PD del 3 maggio : il contributo del nostro Circolo.

Roma,11.05.2013: Bersani ed Epifani all'Assemblea nazionale Pd.

Contributo al Dibattito interno del Partito rivolto all’Assemblea Provinciale di Varese e Nazionale,approvato il 6 maggio 2013 a Morazzone(Varese)

Il nostro Circolo di Gazzada Schianno e Morazzone,riunitosi in Assemblea del Direttivo e degli iscritti , aperta ai simpatizzanti, prende in esame gli avvenimenti accaduti a partire dalle elezioni del 24 febbraio ,al risultato delle stesse,fino ai gravi fatti perpetratisi durante l’elezione del Presidente della Repubblica,nel corso della quale alcuni Grandi Elettori hanno disatteso formalmente le direttive del partito, in una fase politica delicatissima per il Paese,non votando Marini e successivamente il padre fondatore Prodi,con un comportamento sleale e immorale,contravvenendo alle semplici regole,non scritte,di trasparenza ed appartenenza al partito.
La nostra discussione si è spinta ad affrontare gli eventi conseguenti,vale a dire l’elezione a Presidente della Repubblica di Giorgio Napolitano ,le dimissioni del Segretario nazionale Pierluigi Bersani e di tutto l’Organismo Direttivo Nazionale, e da qui alla formazione del nuovo governo presieduto da Enrico Letta, in alleanza con i partiti di Centro Destra.
La nostra Assemblea, con il contributo di idee da parte di tutti i presenti, ha elaborato questo documento che contiene le nostre considerazioni conclusive riguardo motivazioni, cause e concause,situazioni contingenti,errori di linea politica e di persone che hanno determinato le ragioni di una sconfitta elettorale, della successiva ricerca di alleanze per formare un governo, degli errori nella scelta e nelle votazioni per il Presidente della Repubblica, e sulle conseguenti reazioni critiche  dell’opinione pubblica e dei propri elettori,sconcertati dall’inadeguatezza dei comportamenti, delle scelte e dai risultati e dell’incapacità dei vertici direttivi del partito.
La campagna elettorale. Bersani vince le primarie con il 60% su Renzi, e inizia la campagna elettorale parlando lealmente al paese con le doti della verità , mostrando del resto sicurezza,competenza ed evitando per correttezza, a differenza di altri leaders avversari, lo strumento del populismo. Si rivolge prima a Monti e poi a Berlusconi, soprattutto nella fase finale, dimenticandosi di parlare concretamente  direttamente alla gente comune e al paese. La campagna è stata falsata dalla convinzione personale  del Segretario e del suo staff elettorale di aver già vinto in partenza con largo margine. Alle sue spalle il Movimento 5 Stelle toglieva  al PD il 5 % dei voti nell’ultima settimana di campagna elettorale, rivelando che un elettore su cinque di M5S era di pregressa estrazione ed appartenza  PD.
Il risultato del voto, dividendo il paese in tre parti, conferisce al Partito Democratico un successo numerico solo alla Camera con il premio di maggioranza, ma non al Senato, rendendo l’Italia ingovernabile per la difficoltà di costruire serie maggioranze su base di alleanze politiche coerenti.
L’elezione del Presidente della Repubblica. La necessità di dare al paese una figura che rappresentasse l’intera comunità dei cittadini, nelle varie espressioni e tendenze politiche, una figura vicina alle gente, proposta dal centro sinistra, che già aveva ottenuto con Grasso e Boldrini la Presidenza del Senato e della Camera, ma appoggiata senza veti dal centro destra, ha portato ad indicare inizialmente Marini,una tra le figure storiche del sindacalismo italiano. Sia il nome di Marini che, il giorno successivo di Prodi( che comunque rappresentano il PD dalla sua fondazione),sono stati bruciati in 48 ore ed esposti al pubblico ludibrio da un centinaio di parlamentari del partito democratico, traditori ed irresponsabili. Un parlamentare su quattro ha tradito l’indicazione della Direzione Nazionale  ed il Partito, a pezzi e in completa anarchia,  ha sacrificato  il padre fondatore, il presidente del partito, l’intera direzione nazionale e il Segretario politico. Durante la proposta della direzione di votare Marini,dalla periferia del partito , da tutta la penisola sono partiti segnali forti dagli iscritti, che manifestavano dissenso per tale scelta, pure perbene, ma che avrebbe portato il partito verso una possibile futura alleanza con il centrodestra, contravvenendo agli impegni pre- elettorali con la base. In quel momento i nostri Grandi Elettori avrebbero potuto sostendere Rodotà, uomo della tradizione della sinistra, preambolo di  un possibile accordo governativo con il M5 Stelle. La nostra assemblea si è chiesta, a gran voce, come mai è mancata questa scelta ovvia da parte del Segretario e della Direzione del partito? Come mai non è stato sostenuto Rodotà?
Il Partito Democratico si  è dissolto anche  per eccesso di voci, di protagonismi e di dialogo interno. Mai e poi mai nel PDL o in M5S un deputato avrebbe disatteso, in un momento così importante per il paese ed in una situazione di stallo istituzionale, gli ordini del proprio segretario politico. E’ verosimile che alleanze tra correnti anche antitetiche abbiano anticipatamente disgregato il PD, o abbiano inteso prematuramente abbattere il segretario, la sua linea di alleanze e i suoi tentativi per governare a tutti i costi, forse con un governo di scopo o di minoranza. Anche questo è un errore, che il nostro circolo ha messo in evidenza, cioè la perseveranza improduttiva e zelante nel cercare alleanze o appoggi per un “governo Bersani”, a tutti i costi e per 45 giorni.
Bersani, ovviamente, ha commesso altri errori, dalle primarie al voto, nella composizione delle liste elettorali, nelle primarie dei parlamentari troppo rapide, poco partecipate e non per tutti,ma soprattutto non ha saputo tenere in mano il partito e la sua disciplina. Altre linee interne al partito verosimilmente hanno approfittato delle elezioni del presidente della Repubblica per contarsi e per far valere la propria influenza.
Gli iscritti in rivolta. La base del partito democratico, dopo i gravi fatti accaduti e il tradimento di 101 parlamentari, ha palesemente mostrato sentimenti di disgusto, rivolta e risentimento nei confronti dei vertici del partito nazionali , ma anche locali, perché sono stati messi in discussione i fondamentali principi fondativi del partito e la sua dignità di fronte a tutto il paese.
La nostra Assemblea, oggi riunita, si  risente  profondamente per l’atto perpetrato da alcuni traditori, che si sono distanziati dalle disposizioni del partito ed auspica che i nomi di costoro, che hanno usufruito dei sacrifici dei militanti per essere eletti e del mandato elettorale di tutto il partito, siano resi pubblici, se possibile al più presto. L’assemblea auspica che, se costoro non sono più in grado di far valere il mandato degli elettori e di applicare i contenuti della carta d’intenti delle primarie, essi possano lasciare il Partito Democratico.
Nessuno di noi dice che non vi possano essere differenze interne, che anzi sono sempre gradite,auspicate  e ben accolte. Queste però devono esprimersi nelle opportune sedi , nelle direzioni, nei congressi, ma mai in momenti così importanti per il paese, dando l’immagine del partito diviso di fronte alla nazione.
Il governo Letta. La necessità di dare un Governo al paese, almeno per misure e riforme urgenti di tipo economico-sociale ed istituzionale, la perdita d’immagine e potere del Partito Democratico lacerato al suo interno, senza guida certa, hanno imposto, sottolineiamo questo verbo, un accordo di governo decisamente inimmaginabile, definito delle larghe intese, ma con il contributo di forze politiche di centro destra e centrosinistra alternative nelle idee e nei programmi. La sintesi e la ricerca di comunione d’intenti  fra forze storicamente  e politicamente antitetiche  risulta particolarmente complessa, ma sembra essere indispensabile per questa fase emergenziale.
La nostra assemblea ne prende atto con fatica, e al suo interno emergono numerosi distinguo, auspicando solo che l’azione politica del governo Letta, che ritiene ottima e seria persona, si limiti a misure riformistiche come la legge elettorale, l’adeguamento della riforma pensionistica e welfare per compensare errori e lacune della legge Fornero, misure sulla cassa integrazione, misure favorenti lo sviluppo economico.
Il Governo Letta deve realizzare pochi ma essenziali punti, quelli sovraesposti e misure che possano riavvicinare i cittadini ad un’idea della politica fatta per il bene comune, quindi mettere mano a misure riguardo i costi della politica.
Il Partito Democratico. Da qui al Congresso di ottobre, a tutti i livelli, all’interno degli  organismi di partito, deve essere incrementata ampiamente la discussione tra gli iscritti, i vertici e la base, fino ai simpatizzanti. Il passaggio per il PD è di grande conflittualità, essendo senza una guida e Letta,che da vicesegretario avrebbe potuto traghettare il partito fino al congresso, ora impegnato come primo ministro , non può  rappresentare una garanzia di indipendenza ed equidistanza tra le varie correnti. E’ verosimile che, per  quanto accaduto, sarà necessario superare le difficoltà attraverso una profonda elaborazione interna che, partendo dalle idee e dai contenuti, porti ad un cambiamento  del partito in modo profondo. Le questioni importanti e fondamentali sono a partire dalle modalità di partecipazione degli elettori, degli iscritti e  dei simpatizzanti, fino a verificare se possano esistere nuove forme partitiche di coesione e struttura da sperimentare. A questo proposito la discussione si è soffermata tra le varie posizioni interne che parteggiavano per il partito strutturato o per quello aperto o liquido. E’ emerso che le due forme possono anche coesistere, poiché gli iscritti e la struttura organizzativa sono essenziali, ma possono essere implementate con modalità e strumenti  di comunicazione tra gli iscritti moderne ed efficaci, rapide nella tempistica, trasparenti e non manipolabili. Tali comunicazioni, ritiene la nostra assemblea, devono migliorare i rapporti tra i vertici e la base degli iscritti , degli elettori, dei simpatizzanti. Ironicamente, ma con fermezza, un nostro storico iscritto dice e chiede alla dirigenza:”per chi e per quanto tempo ancora dobbiamo portare acqua in alto?”. Per ultimo la linea politica, che dipenderà molto da quale apertura e strutturazione sociale potrà intercettare il nostro partito.
La nostra Assemblea auspica un profondo rinnovamento,che non necessariamente deve essere di tipo anagrafico, piuttosto di idee, contenuti, nello spirito dell’apertura verso l’esterno e i confini del partito,nel confronto  che dall’interno e dai vertici devono arrivare all’esterno e alla base strutturale degli iscritti e degli elettori. Un nuovo partito da rifondarsi.
L’Assemblea del Circolo di Gazzada Schianno – Morazzone è solidale a Romano Prodi e  Franco Marini e rivolge a Pierluigi Bersani sentiti ringraziamenti per l’impegno estenuante,comunque profuso. Un ringraziamento per il lavoro svolto va anche alla persona del nostro segretario Provinciale di Varese,Fabrizio Taricco,che salutiamo con stima e rispetto.
                                                                       Il Circolo di Gazzada Schianno-Morazzone
                                                                                     del Partito Democratico
                                                                    per gli iscritti, il Segretario O. Rinaldi
Morazzone, 6 maggio 2013


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sabato 9 febbraio 2013

Costruiamo insieme la nuova Lombardia !






Lunedì 11 febbraio il Circolo Pd di Gazzada, Schianno e Morazzone, con la collaborazione dei Circoli dei comuni vicini, organizza il secondo incontro politico sulle Elezioni Regionali in Lombardia. Il primo incontro c’era stato il 28 gennaio scorso quando ospitammo  Alessandro Alfieri, un politico di primo piano nel panorama regionale lombardo che  gli amici, convenuti numerosi, seppero  accogliere con calore e grande interesse: né nacque  un dibattito intenso, profondo, sulle sorti della nostra Lombardia mortificata da scandali, inefficienze e tante, tante storie di straordinaria umanità e insopportabile ingiustizia sociale. Il dibattito intessuto quella sera con Alessandro ci risvegliò  il gusto per la politica pulita.
Lunedì 11 febbraio, alle ore 21, nella stessa sala, quella del circolo “Il Mondo”, in via Mameli a Morazzone, incontreremo Fabrizio Taricco, anche lui candidato al Consiglio  Regionale Lombardo  nelle Liste del PD, per Ambrosoli Presidente. Prevediamo ancora una serata assolutamente interessante, perché anche il curriculum e le competenze di Fabrizio sono dense di esperienza viva maturata sul campo .